.
Annunci online

cincinnato
Noi siamo fatti della stessa materia dei sogni (W.Shakespeare)





"L'importante non è stabilire se uno ha paura o meno, è saper convivere con la propria paura e non farsi condizionare dalla stessa. Ecco, il coraggio è questo, altrimenti non è più coraggio, è incoscienza."












"A fine mese, quando ricevo lo stipendio, faccio l'esame di coscienza e mi chiedo se me lo sono guadagnato"





Scimmiottando M.L.King


Io ho un sogno.
Che tutti gli uomini possano sentirsi accomunati dal medesimo destino e possano in questo ritrovare le uniche ragioni della loro esistenza.

Io ho un sogno.
Che tutti gli uomini possano sentirsi viaggiatori nell’infinito dell’universo, e che possano desiderare di conoscere e comprendere i propri compagni di viaggio, con maggiore ansia di quanta, inutilmente, ne ripongano nel conoscere cosa c’è oltre quell’infinito in cui sono immersi.

Io ho un sogno.
Che tutti gli uomini possano avere coscienza che la luce di una stella, una qualunque di quelle che stanno guardando stanotte, potrebbe essere solo il riflesso di qualcosa che già non è più e che questo li facesse sentire come molecole della medesima sostanza.

Io ho un sogno.
Che gli uomini non desiderino più l’immortalità fisica ma che imparino a dare con naturalezza un senso ad ogni stagione della loro esistenza, considerandone il fine ultimo semplicemente per quello che è: vivere in pace e serenità il proprio ciclo vitale, in comunione coi propri simili.

Io ho un sogno.
Che ogni uomo, in ogni momento della sua esistenza, non perda mai coscienza della gioia e della sofferenza che nello stesso momento si stanno consumando nel mondo e che li senta un po’ anche suoi.

Io ho un sogno.
Che il dolore,la sofferenza, l’ingiustizia possano essere vinte con miliardi di piccoli atti, compiuti da miliardi di uomini a favore di altri miliardi di uomini, e che ciascun atto possa essere allo stesso tempo infinitesimo ed infinito, nella sua grandezza.

Io ho un sogno.
Che questo sogno si realizzi perché noi, alla fine, capiremo che “siamo fatti della stessa materia dei sogni (W.Shakespeare)”.




 

5 settembre 2006
Sesso debole o privilegiato?

Ci sono principi che si sono fissati nell’immaginario collettivo in virtù di condizioni storiche ormai superate e che, nonostante il rapido evolversi dei costumi e delle convenzioni sociali che caratterizza il nostro tempo, restano stranamente immutati.

Mi riferisco al tormentone pensioni e, nell’ambito dello stesso, a quella condizione di disparità, a mio avviso divenuta incostituzionale, che fissa l’età pensionabile per le donne, a 60 anni, e per gli uomini, a 65.

Non se ne abbiano a male le signore ma la politica delle pari opportunità portata avanti negli ultimi due o tre decenni dai vari governi che si sono succeduti, ha dato frutti abbastanza significativi, tanto che non mi sembra di rilevare oggi forme di discriminazione sociale così gravi da giustificare il permanere di questa condizione di disparità.

In altri termini, se un tempo era logico riconoscere alle donne un trattamento più favorevole, in considerazione del fatto che, al carico di lavoro mercenario, diciamo così, si sommava quello altrettanto faticoso ed impegnativo di prestatore d’opera domestica, a titolo gratuito, oggi non è più così.

Le condizioni e le esigenze di vita sono mutate ed è molto difficile trovare oggi donne che lavorino a tempo pieno e, al tempo stesso, siano impegnate, senza alcun aiuto, nella operatività dell’andamento domestico. I mariti collaborano sempre più alla gestione della casa, i nonni, sempre più numerosi e sempre più in forma, sono tornati a svolgere quella funzione di riferimento e di sostegno che avevano nelle grandi famiglie patriarcali di una volta. E, se le condizioni economiche sono appena sufficienti – e se si dispone di un doppio reddito in genere lo sono – si ricorre anche all’aiuto della colf.

Inoltre, nel mondo del lavoro, la figura femminile è sempre stata equiparata a quella del minore, nel senso che lavoro femminile e lavoro minorile hanno sempre goduto, in virtù di una presunta maggior debolezza dovuta al sesso ed all’età, di condizioni privilegiate rispetto agli adulti di sesso maschile.

Questa diversa considerazione – che resta oggettivamente valida per i minori che, per altro, sono quasi del tutto spariti dal mondo del lavoro legale – poteva aver senso in una civiltà contadina in cui il ruolo della donna lavoratrice era secondario, in ogni caso, al suo ruolo di moglie e di madre; ma in una civiltà post industriale che vede la donna impegnata, al pari dell’uomo, in qualsiasi ruolo sociale, escluso forse quello del donatore di seme, davvero non ha più senso di esistere.

Infine, un’ultima considerazione, a mio parere, decisiva.

Non è un segreto che la vita media, allungatasi a dismisura negli ultimi decenni, vede sempre in vantaggio le donne rispetto agli uomini, e non di poco (83,2 anni contro 77,6 – dati Istat 2005 provvisori).

Dunque, sembra che il sesso debole siamo noi maschietti e che, inoltre, le nostre signore costino alla previdenza ben undici anni di pensione in più rispetto ai loro coetanei di sesso maschile. Lo so, è un discorso poco piacevole ma, se si vuole davvero intervenire con equità e giustizia sul sistema previdenziale, bisogna che qualcuno se ne faccia carico e dica chiaramente come stanno le cose.

Ora, se è vero che non possiamo per ovvie ragioni tentare di pareggiare la media, possiamo almeno ridurre, con un atto di giustizia, a mio avviso dovuto, il gap esistente e, magari, ripartire – o spalmare, come si dice adesso – i vantaggi ottenuti tra i lavoratori di entrambi i sessi o, meglio, tra quelli con regime previdenziale  meno favorevole.

Con un atto del genere, verrebbe sancito definitivamente il superamento di qualunque forma di discriminazione tra i sessi nel nostro Paese. E sarebbe bello se fossero le donne a promuoverne l’attuazione, con lo stesso orgoglio con cui, alcune di loro, in parlamento, hanno liquidato la questione ridicola e paternalistica delle quote rosa.




permalink | inviato da il 5/9/2006 alle 14:2 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (43) | Versione per la stampa
sfoglia
  
Cerca
Feed
Feed RSS di questo blog Reader
Feed ATOM di questo blog Atom
Resta aggiornato con i feed.
Curiosità
blog letto 1 volte